Critica di Antonio Caggiano

San Leonardo Abate
Critica di Antonio Caggiano

Ha scritto Sartre a proposito degli scultori: "dopo secoli il compito degli scultori contemporanei è di dimostrare che la scultura è sempre viva". Ed ecco un'opera in terracotta, che riguarda S: Leonardo (nato in Gallia Transalpina alla fine del '400 - I millennio - e deceduto a Limoges il 6 novembre 559), il cui culto dalla Francia passò all'Europa e poi in varie Regioni italiane ( Sicilia, Lombardia, Campania, Lazio, Veneto, fra il 1300/1400).
Si tratta si un " altorilievo" ( tipologia scultorea molto diffusa in Egitto e in Grecia, tipica per le celebrazioni storiche, il cui uso fu moltiplicato nel Rinascimento) di m. 1,30 x 0,83 di Alberta Silvana Grilanda, da Masi Torello, che si inaugura oggi 5 Novembre 2000 e che viene collocato nella chiesa di Masi Torello, prima cappella a sinistra entrando.
"Le sculture - secondo Henrj Moore - invitano la gente a guardare e quindi a capire" e come non farlo dinanzi a questo nobile figura di Santo tanto spirituale? Nella umile veste di Diacono - l'immagine ha aspetto drammatico, quasi fosse una crocifissione come il Cristo che è fondamentale nella storia religiosa. La nostalgia del passato propone ricerche storiche e qui la ricerca della Grilanda e la figura di S: Leonardo, patrono dei carcerati e dei reclusi. Il fondo scuro dell' opera è l'ombra nella quale spesso viviamo e ci adagiamo, ma essa può essere illuminata da opere di bene. La positura e il linguaggio delle mani intendono sorreggere la volontà terrena del bene e l'invocazione dell'aiuto divino. Mani appesantite simbolicamente dalle catene della sofferenza, umana e spesso indissolubile.
La storia della scultura stabilisce che questa disciplina appartiene all'assoluto, così come seppero fare nell'archetipo i Paleolitici (o quindi Michelangelo e Leonardo) sempre assegnando risultati ideologici e reali. La pietra, il bronzo, il marmo, la terracotta - da l'ancestro ad oggi - hanno cercato forze e vita, e in questa materia anche i segreti della metamorfosi che segnano i tempi: il lavoro della Grilanda segue questo indirizzo e fa rinascere la storia, la vita, l'azione di S. Leonardo, di un Santo che ha saputo illuminare l'esistenza degli emarginati. Esso si pone - il lavoro dell'artista di Masi Torello - accanto alle reliquie veneziane della Basilica di S. Marco e ripropone i trasalimenti intimi per un documento che da lustro ad una Parrocchia in sintonie misteriose con l'ambiente e la coscienza della propria bellezza rappresentativa ed emotiva. Un merito, in fine, per fatica della scultrice e la lungimiranza storico-teologica di Don Giuseppe.

Antonio Caggiano

Masi Torello 5 Novembre 2000

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