Critica di Michele Govoni

Critica di Michele Govoni


Dal locale al globale

Modi di espressione nell’arte di Alberta Grilanda

 

L’idea che, comunemente, si accompagna ad un’antologica, è quello che la vuole come un accostamento di opere di periodi diversi e senza un comune legame tematico, linguistico, tecnico e cronologico.

Ben differente è l’ambito creativo ed espositivo che Alberta Grilanda ha definito per questa mostra: senza dubbio in essa si possono ravvisare i segni di una evoluzione artistica, ma, al tempo stesso, la differenziazione che (e questo è un fatto normale) contraddistingue le diverse opere sui diversi piani, presenta più e più tratti comuni.

Lavorando con materiali che costituiscono un continuum di elementi comuni a tutta la sua produzione, Alberta Grilanda crea un autentico universo legato alla terra, al mare, alle usanze, alla Storia ed ai numerosi mestieri, paesaggi e circostanze legati ad essi.

L’uso della terracotta per le opere plastiche, della grafica e della pittura ad olio e delle tecniche miste per le opere su carta e su tela, corrispondono ad una precisa volontà espressiva; una volontà che vede rafforzato il suo carattere semantico con l’ausilio di una figurazione che è tratto distintivo dell’artista.

Partendo da questi presupposti, l’esposizione antologica del Verginese rientra tra quelle tipologie di mostra la cui tendenza si allontana dalla semplice carezza superficiale della realtà, a favore di una esplorazione dei territori locali della cultura e dell’espressione.

Localizzazione che, però, traendo spunto da una continua innovazione tecnica e tecnologica, diviene sempre più globalizzazione, come a dire:”Racconto la mia realtà con mezzi universali, tanto che la mia realtà locale diviene realtà universale”.

Va letta in quest’ottica la mostra di Alberta Grilanda: la lettura di un insieme di aspetti locali che, alla luce dei linguaggi, delle tecniche, dei modi e delle espressioni, si fa modo di lettura globale delle circostanze dell’esistenza, del vivere, del farsi comunità, civiltà e umanità. Dalla storia più remota della signoria Estense (attraverso l’immagine delle delizie che sono giunte fino ai giorni nostri) fino ad arrivare alla pittura con cui sono raccontati i lavori della terra e del mare, passando attraverso le più differenti allegorie e simbologie ed ai disegni preparatori dei gruppi scultorei, la delicatezza dei tratti, dei gesti, delle situazioni raccontate da Alberta Grilanda trasformano il mezzo espressivo, raccolto sul supporto, in una autentica modalità di esplorazione dell’esistenza, in tutte le sue infinite sfaccettature.

Michele Govoni

 

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