S. Leonardo Abate - Patrono di Masi Torello

Una pregevole opera in terracotta


di Carla Bolognini

MASI TORELLO. Alla vigilia della festa del patrono, Messa Solenne cantata dalla locale Corale e primo dei mimenti importanti che hanno caratterizzato la settimana di festeggiamenti in onore di San Leonardo patrono del paese. La Messa è stata preceduta dalla benedizione di un opera ad altorilievo in terracotta eseguita da Silvana Alberta Grilanda, e donata come la stessa autrice sottolinea, alla parrocchia da lei frequentata fin da piccina, la quale ha contribuito alla sua formazione e alla sua crescita. L'anno giubilare ha dato l'input decisivo per realizzare questa scultura dato che nella chiesa di Masi Torello il Santo Patrono era raffigurato solo in forma pittorica.
L'artista commenta la propria opera asserendo che San Leonardo, protettore dei prigionieri, è raffigurato su sfondo scuro proprio per ricordare i tenebrosi e fetidi sotterranei dov'erano rinchiusi i prigionieri e dove egli compiva la sua opera di redenzione. Raffigurato in ginocchio compie un movimento con le mani che simboleggia l'uscire dal buio della prigionia per salire al cielo, meta di ogni buon Criistiano e dal Cielo trae la bontà divina per distribuirla ai peccatori nell'atto della redenzione. L'opera, colorata a freddo è di cm.128x83,5 sarà collocata nella finestra cieva in alto nella prima cappella a sinistra della chiesa. La cerimonia si è svolta alla presenza delle autorità, e di note personalità del mondo artistico-letterario ferrarese; a conclusione della Messa il parroco masese, Don Crepaldi ha passato la parola alla scultrice che ha illustrato brevemente il suo lavoro e ha precisato che accanto a lei avrebbe dovuto esserci il critico ferrarese Antonio Caggiano per fare un commento artistico della scultura, ma a causa di un imprevisto è stata delegata Maria Grazia Mariotti D'amico, presidente dell'associazione culturale Olimpia Morata che ha sede a Ferrara, a leggerne la critica.
Silvana Alberta Grilanda, ha avuto i natali in Masi Torello dove vive tuttora, ha frequentato la Scuola d'Arte e con successo l'Accademia di Belle Arti. Sensibile pittrice, da diversi anni ha abbracciato la difficile strada della scultura, riscuotendo molti successi di critica e di pubblico nelle numerose mostre personale ove ha presentato le sue pregiate opere. Amata e stimata dai suoi concittadini ha avuto la possibilità di averli al fianco in questo momento.

La Nuova Ferrara - Giovedi 16 Novembre 2000


San Leonardo Abate di Alberta Grilanda


di Antonio Caggiano

Ha scritto Sartree a proposito degli scultori: "dopo secoli il compito degli scultori contemporanei è di dimostrare che la scultura è sempre viva". Ed ecco, un opera in terracotta, che riguarda S.Leonardo (nato in Gallia transalpina alla fine del '400 e deceduto a Limoges il 6 novembre del '559), il cui culto dalla Francia passò all'Europa e poi in varie regioni Italiane (sicilia, lombardia, campania, lazio, veneto fra il 1300-1400). Si tratta di un "altorilievo" (tipologia scultorea molto diffusa in Egitto e in Grecia tipica per le celebrazioni storiche, il cui uso fu moltiplicato nel rinascimento) di metri 1,30 x 0,83 di Alberta Grilanda, da Masi Torello, che è stata inaugurata il 5 novembre 2000 e che viene collocata nella finestra cieca della prima cappella della chiesa di Masi Torello entrando a sinistra. "Le sculture - secondo Henry Moore - invitano la gente a guardare e quindi a capire" e come non farlo dinnanzi a questa nobile figura di Santo tanto spirituale? Nella umile veste di Diacono l'immagine ha aspetto drammatico, quasi fosse una crocifissione come il Cristo che è fondamentale nella Storia Religiosa. La nostalgia del passato propone ricerche storiche e di qui la ricerca della Grilanda e la figura di San Leonardo, patrono dei carcerati e dei reclusi. Il fondo scuro dell'opera è l'ombra nella quale spesso viviamo e ci adagiamo, ma essa può essere illuminata da opere di bene. La positura e il linguaggio delle Mani intendono sorreggere la volontà terrena del bene e l'invocazione dell'aiuto Divino. Mani appesantite simbolicamente dalle catene della sofferenza, umana e spesso indissolubile. La storia della scultura stabilisce che questa disciplina appartiene all'assoluto, così come seppero fare nell'archetipo i paleolitici (o quindi Michelangelo e Leonardo) sempre eseguendo risultati ideologici e reali. La pietra, il bronzo, il marmo, la terracotta - da l'ancestro ad oggi - hanno cercato forze e vita, e in questa materia anche i segreti della metamorfosi che segnano i tempi: il lavoro della Grilanda segue questo indirizzo e fa rinascere la storia, la vita, l'azione di San Leonardo, di un Santo che ha saputo illuminare l'esistenza degli emarginati. Esso si pone - il lavoro dell'artista di Masi Torello - accanto alle reliquie Veneziane della Basilica di San Marco e ripropone i trasalimenti intimi per un documento che da lustro ad una Parrocchia in sintonia misteriosa con l'ambiente e la coscienza della propria bellezza rappresentativa ed emotiva.

Antonio Caggiano - 6 Novembre 2000

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